Con il caldo la spossatezza vi assale? Scoprite perché il melone può essere un prezioso alleato durante l’estate e come inserirlo anche in una dieta equilibrata.
Con questo caldo vi sentite più stanchi del solito? Vi capita di arrivare a metà giornata senza energie, magari con quella fastidiosa sensazione di spossatezza che rende tutto più faticoso?
È una situazione molto comune durante l’estate. Le alte temperature aumentano la sudorazione e, insieme ai liquidi, perdiamo anche preziosi sali minerali. Ecco perché, in questo periodo dell’anno, è ancora più importante bere a sufficienza e scegliere alimenti ricchi di acqua, vitamine e minerali.
Tra questi troviamo il melone, uno dei frutti simbolo dell’estate. Fresco, dolce e dissetante, può rappresentare un valido aiuto nelle giornate più calde. Tuttavia, proprio come accade per il cocomero, c’è ancora chi lo evita perché pensa che faccia ingrassare.
Ma sarà davvero così? Conosciamolo meglio.
Perché con il caldo ci sentiamo più spossati?
Quando la temperatura esterna aumenta, il nostro organismo produce più sudore per mantenere costante la temperatura corporea. Con la sudorazione, però, perdiamo non solo acqua, ma anche sali minerali come il potassio, fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo.
Se a questo aggiungiamo una scarsa idratazione o pasti poco equilibrati, è facile sentirsi più affaticati, soprattutto nelle ore più calde della giornata.
Perché il melone può essere un valido aiuto?
Il melone è composto per circa il 90% da acqua, caratteristica che lo rende particolarmente indicato durante l’estate per contribuire a mantenere una buona idratazione.
È inoltre ricco di potassio (333 mg ogni 100 g), un minerale coinvolto nella normale funzione muscolare e nell’equilibrio dei liquidi corporei. Pensate che ne contiene una quantità molto simile a quella delle banane, da sempre considerate il frutto ricco di potassio per eccellenza.
Il melone apporta anche una buona quantità di vitamina C, importante per il normale funzionamento del sistema immunitario e per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Non manca poi il beta-carotene, precursore della vitamina A, utile per il mantenimento della pelle e della vista. È proprio questa sostanza a conferire al melone cantalupo il suo caratteristico colore arancione.
Ma se sono a dieta posso mangiarlo?
Questa è una delle domande che mi viene posta più spesso, e il problema starebbe nel suo indice glicemico elevato. In realtà questo dato, preso da solo, dice ben poco.
È infatti molto più utile considerare il carico glicemico, che tiene conto anche della quantità di carboidrati realmente presenti nella porzione consumata. Nel caso del melone il carico glicemico è basso in quanto pur avendo un indice glicemico alto, apporta pochi zuccheri) e questo permette di inserirlo tranquillamente anche all’interno di un’alimentazione equilibrata.
Come spuntino, una porzione di circa 150-200 grammi rappresenta una scelta ideale.
Un alimento con indice glicemico elevato non fa ingrassare automaticamente. A fare la differenza sono sempre le porzioni, la frequenza di consumo e l’equilibrio complessivo dell’alimentazione.
Andando poi nel dettaglio, troviamo che 100 g di melone apportano (dati CREA 2019)
- 34 kcal
- Acqua: 90,1 g
- Carboidrati: 7,4 g
- Zuccheri: 7,4 g
- Proteine: 0,8 g
- Grassi: 0,2 g
- Fibre: 0,7 g
Ricco d’acqua, il melone è super idratante e quindi ottimo per recuperare i liquidi persi con la sudorazione. E’ diuretico e depurativo, con qualche zucchero in più rispetto al cocomero, ma anche una maggior quantità di fibra (che ne abbassa l’impatto glicemico) e quindi utile in caso di stipsi.
Non solo a merenda!
Il melone non è perfetto soltanto come spuntino.
Può diventare anche l’ingrediente protagonista di ricette fresche e originali. Un esempio? La mia insalata di riso con melone, prosciutto crudo, mozzarelline e rucola: un piatto unico estivo, equilibrato e ricco di gusto, ideale quando il caldo fa passare la voglia di cucinare.
Ovviamente, in questo caso, è importante fare attenzione alle porzioni. Poiché il piatto contiene già una fonte di carboidrati, rappresentata dal riso, anche il melone contribuisce all’apporto di zuccheri. Per mantenere il pasto equilibrato è quindi opportuno ridurre leggermente la quantità di riso rispetto a quella che utilizzereste normalmente, così da inserire anche il melone senza eccedere con i carboidrati complessivi.
Come sempre, però, non esistono dosi valide per tutti: le quantità vanno adattate alle esigenze individuali, al livello di attività fisica e agli obiettivi di ciascuna persona.
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